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13/01/12
Rosarno: L'accampamento (parte 1) - di Luca Bertazzoni - nona puntata - ...
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10/11/11
04/10/11
01/06/11
VIDEO INTEGRALE DI "APPUNTI PER LA RIVOLUZIONE"
Watch live streaming video from acmelab at livestream.com
Ringrazio infinitamente Carlo Mazzotta per le riprese.
12/04/11
CAMPAGNA ELETTORALE
Che l'Italia non possa accogliere 20, 30 mila migranti, che questa bugia sia detta in continuazione, che il governo urli all'invasione e invochi aiuti da tutti a tutti i costi dimostra che siamo in campagna elettorale. Nessuno si contrappone alle bugie dei leghisti, e i leghisti arriveranno forse al 12-14 % alle prossime politiche.
Evviva.
Che bello.
Evviva.
Che bello.
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21/03/11
SULLA LIBIA: LE RAGIONI E I DUBBI
Sono felice di riportare una riflessione di Andrea Segre su ciò che sta accadendo in Libia. Condivido pienamente i dubbi e le scelte. E siccome non saprei dirlo meglio... ecco qua:
LIBIA, LA RISPOSTA, LE RISPOSTE
Quando si commettono errori gravi come sostenere dittature fino al punto di elevarli a difensori della propria supposta "civiltà", poi qualsiasi azione si compia, si continuano a compiere errori. Anche quando si prova ad aggiustare la rotta.
Detto ciò, voglio tentare un esercizio di analisi sincero e molto
difficile: rispondere alla domanda "sei d'accordo con questo intervento militare contro Gheddafi?". Non voglio mettermi nella comoda posizione di non prendere posizione, dicendo che comunque è tutto sbagliato. Anche se da più di due anni non ho nessun dubbio che sia tutto sbagliato.
Ci sono quattro posizioni possibili di fronte alla scelta militare della Coalizione contro Gheddafi.
Provo a metterle in ordine di criticità
1. E' un intervento giusto contro il dittatore e per la libertà del popolo libico.
2. E' un intervento giusto a favore della ribellione contro Gheddafi, ma gestito da Paesi colpevoli di aver sostenuto dittature per anni e che ora si accorgono di essere terribilmente in ritardo, senza aver il coraggio di ammetterlo.
3. E' un intervento sbagliato perchè la guerra genera solo guerra e non può abbattere le dittature, anche quelle terribili come quella di Gheddafi.
4. E' un intervento sbagliato perchè gestito dal solito colonialismo imperialista contro un Paese sovrano.
Ci possono essere varie sfumature di intreccio tra le quattro opzioni, ma queste mi paiono le sintesi più complete.
La complessità sta nel fatto che ognuna di queste quattro posizioni ha sia elementi condivisibili che criticabili. E ciò deriva dal fatto che di base ciò che stiamo vivendo è un intreccio inestricabile di contraddizioni e ambiguità.
La prima è condivisibile nella sua opposizione al dittatore, ma è criticabile nella sua unicità di punto di vista.
La seconda è molto meno acritica, ma evidenzia la ricerca di un equilibrio difficile tra sostegno e accusa.
La terza contiene una denuncia alla violenza militare che è umanamente impossibile accantonare come idealista, ma pecca di ingenuità storica, cancellando il ruolo dell'azione militare in tante lotte di liberazione e resistenza contro regimi dittatoriali.
La quarta sottolinea la continuità di spirito colonialista che nel profondo ancora guida l'Occidente, ma si muove verso una deriva che si avvicina troppo al sostegno a Gheddafi, dimenticando per altro le recenti profonde amicizie di Gheddafi con i poteri del "colonialismo imperialista".
Il punto è che alla faccia di tutte queste complessità critiche, è necessario porsi nella posizione scomoda e odiosa del potere, ovvero di chi deve e può decidere di attivare l'opzione militare. Cosa avreste fatto voi ieri, 20 marzo 2011?
Questa è la prima domanda da porsi oggi. Non è l'unica domanda, sia ben chiaro, ma è quella che genera la scelta e determina la posizione.
Come si risponde a questa domanda?
Sinceramente non ho la più pallida idea di come lo si faccia nella realtà dei palazzi di vetro, cristallo o acciaio che siano.
Ma posso provare a farlo come esercizio di onestà e chiarezza intellettuale.
Per rispondere a quella domanda devo provare a capire due cose: cosa sta succedendo e cosa voglio che succeda Per sapere cosa sta succedendo o posso andare sul terreno o cerco delle fonti sulla cui indipendenza di ricerca e racconto non ho dubbi.
Leggo, al massimo ascolto. Non guardo. Non la televisione, ma nemmeno altre immagini in generale. So per esperienza come si confezionano le immagini in guerra e non potrò mai ritenerle utili per comprendere.
Sono sempre parziali, limitate e pilotate. Quindi leggo. Mi muovo in rete per trovare racconti internazionali che mi aiutino a capire. Non leggo le opinioni e gli opinionisti. Ma leggo chi scrive dal campo, fermandosi con le vite, gli sguardi, le storie delle persone. Cerco quei racconti che mi permettano di immedesimarmi, di provare a sentire nelle mie emozioni cosa significhi una situazione che non sto vivendo o non ho mai vissuto.
Dalle letture che ho fatto penso di aver capito tre cose:
1. la rivolta in Libia è diversa ma inseparabile da quella degli altri Paesi del Maghreb; nasce da una generazione di uomini e donne insieme, che grazie e a causa della globalizzazione ha la forza e la disperazione di ribellarsi a poteri tirannici; poteri che pensavano di poter dormire sonni tranquilli nel perfetto equilibrio tra dittatura e alleanza con interessi nazional-liberisti dell'Occidente. Una rivolta che ha spiazzato tutti i poteri, anche quelli fondamentalisti, arabi, occidentali o orientali che siano.
2. Gheddafi a differenza degli altri dittatori maghrebini aveva mantenuto un controllo clanico-familiare dell'apparato militare (come di tutti gli altri apparati, quali la polizia, la giustizia o l'economia petrolifera), evitando di distribuire potere e tenendo lontane le ingerenze diplomatiche internazionali. Questo gli ha dato la possibilità di non cedere alle pressioni delle rivolte, ma di scatenare la violenza contro di esse, puntando sul disorientamento dell'Occidente e sulla fedeltà e la brutalità del suo clan militarizzato.
3. A guerra scatenata non appoggiare i ribelli significa sia accettare la violenza del clan militare di Gheddafi contro migliaia di esseri umani sia consegnare i ribelli a sostegni di altri poteri, ben disposti a finanziare le rivolte per ottenere sviluppi a proprio favore; e tra questi poteri vi è sicuramente anche il fondamentalismo islamico armato.
Detto ciò mi chiedo cosa vorrei succedesse.
Vorrei che la dittatura di Gheddafi finisse come le altre del Maghreb.
Che la sua caduta generasse altre cadute in altri paesi arabi.
Che le non più nascondibili colpe dei paesi occidentali nei confronti di quelle dittature fossero il punto di non ritorno per il cambio delle politiche internazionali nel Mediterraneo, a partire da quelle sulle migrazioni.
Se unisco tutti questi elementi io il 20 marzo 2011 avrei detto sì all'azione militare di attacco alle postazioni militari di Gheddafi e di sostegno all'azione dei rivoltosi.
E così oggi 21 marzo 2011 lo dico.
E aggiungo tre richieste molto chiare:
1. Che l'azione militare si fermi non appena sia chiaro che lo scopo di azzeramento delle forze di Gheddafi sia raggiunto (e non ci vuole molto, anzi) e non conduca ad un'invasione via terra.
2. Che l'intervento militare non possa in alcun modo cancellare le responsabilità occidentali. Questa terribile storia segnata da ipocrisie, ambiguità, falsità, ritardi e distrazioni deve diventare passaggio storico per rivoluzionare la posizione occidentale rispetto all'altra sponda del Meditterraneo. La storia deve sapere che abbiamo agito perchè abbiamo sbagliato, non perchè avevamo ragione. Per ricordarcelo, basta avere ben chiara in mente una sola delle disumane pagliacciate del Cavaliere col Colonello. Una sola.
3. Che all'azione militare si affianchi un'azione forte e molto aperta di accoglienza, che isoli le vergogne xenofobe che albergano nella pancia vecchia dell'Europa. Stanno cadendo sanguinosamente le dittature di cui siamo stati alleati. Ora dobbiamo prenderci la responsabilità della vita dei loro cittadini. Sarà costoso e complesso, ma è nostra diretta responsabilità. I vari signori della paura, leghisti in testa, vanno attaccati e isolati esattamente come Gheddafi. Sono della stessa pasta. E contemporanemante vanno evitate situazioni disumane come quelle di Lampedusa. I Lampedusani hanno ragione: i profughi devono essere accolti altrove, non in una piccola isola priva di strutture. Ovunque, in tutte le regione italiane e se necessario europee. Senza se e senza ma. E con dignità e rispetto. E' il primo passo per un nuovo dialogo col Meditterraneo. Altrimenti ci rimarrà solo il turpe arroccamento degli animali padani.
Senza queste tre condizioni l'azione militare diventa inaccettabile e si trasforma in atto di ingerenza, di puro interesse e di demagogia.
Con queste tre condizioni l' azione oggi è necessaria.
Era meglio non arrivarci.
Ma oggi, 21 marzo 2011, è così.
Ahinoi.
P.S. MI fermo subito dopo a pensare. Perchè allora ero contrario ai bombardamenti contro Milosevic, pur essendo fortemente contro Milosevic? Perchè non appoggiavano una rivolta di popolo o una resistenza contro una dittatura, ma un'istanza nazionalista ed etnico- separatista (quale poi è stata); perchè erano finalizzati all'occupazione militare e alla costruzione di un protettorato (quale tutt'ora è); perchè non avevano avuto alcuna risoluzione delle nazioni unite prima dell'attacco.
P.S. 2 E' limitante leggere gli eventi internazionali con la lente miope della politichetta italiana. Ma mi concedo due righe per farlo.
Per dare un piccolo consiglio all'opposizione: visto il suo ruolo centrale in questa fase a causa della totale impresentabilità del nostro premier, chiedete a Napolitano (e potete farlo) di dire chiaramente che l'Italia ha sbagliato profondamente nei rapporti con la Libia, che sono stati commessi errori politici e umani inaccettabili e che oggi bisogna agire in direzione opposta per prendersi le proprie responsabilità, tra le quali vi è anche quella dell'accoglienza dei profughi. E poi dico con chiarezza che chiunque non fosse d'accordo con queste frasi dovrebbe dimettersi da ruoli istituzionali (politici dell'opposizione compresi, ovviamente).
Il blog è http://andreasegre.blogspot.com
16/03/11
NON ABBANDONARE GHEDDAFI!!!
Non bisogna abbandonare Gheddafi. Non fino in fondo. Niente no fly zone. Uno stand-by diplomatico/politico almeno fino a quando non avrà riconquistato Bengasi. Così le risorse potrebbero tornare, i clandestini di merda restano lì, e tutto ritorna come prima. Continuare ad avere un dittatore pieno di gas e petrolio può tornare comodo in mezzo a tutte quelle rivoluzioni e quel non si sa che.
L'Italia accoglierà Gheddafi a ferragosto assieme a Putin. Tutti insieme! Ce la possiamo fare!
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14/02/11
LA RIVOLUZIONE INASPETTATA
Tunisia, Egitto, Libia: tutta l'Europa ha sostenuto governi autoritari di merda per tenere gli africani fuori dalla fortezza europa. Ora che gli africani si stanno liberando, chiedono quello che gli spetta: un posto al sole nel mondo. Adesso l'Europa ha paura, perché non avrebbe mai immaginato che si sarebbe scatenata una rivoluzione. Sono molto preoccupato perché se gli africani arriveranno in massa, i governi europei risponderanno con violenza. I cittadini europei sono narcotizzati rispetto a questo tema, credono a tutte le cazzate che dicono i ministri degli interni. Per i cittadini europei gli africani sono solo clandestini, delinquenti e terroristi che non devono entrare. Per gli africani l'Europa è sempre stata un'occasione per lavorare e migliorare le condizioni della propria famiglia.
Bisogna tenere botta. Ancora. Sempre.
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11/02/11
LI CHIAMANO
Li chiamano clandestini, ma sono persone.
Li chiamano disperati, ma sono le persone che hanno più speranza al mondo.
Li chiamano ladri, e lo stato incassa ogni anno 11 miliardi di euro pagati da loro.
Li chiamano vigliacchi, ma si stanno rivoltando in maniera non violenta.
Li chiamano clandestini, perché danno più importanza alle nostre piccole leggi meschine, e non alla vita umana nel suo senso più pieno.
Li chiamano disperati, ma sono le persone che hanno più speranza al mondo.
Li chiamano ladri, e lo stato incassa ogni anno 11 miliardi di euro pagati da loro.
Li chiamano vigliacchi, ma si stanno rivoltando in maniera non violenta.
Li chiamano clandestini, perché danno più importanza alle nostre piccole leggi meschine, e non alla vita umana nel suo senso più pieno.
07/02/11
ANCORA UNA VOLTA AL SUD
Ancora una volta al sud, per lavorare e vedere e conoscere e capire.
Ancora una volta ho incontrato persone splendide, così insperatamente vive.
Dico insperatamente.
Perché basta guardare le facce di chi cammina per strada, di chi incrocia i miei occhi. Ci sono crepe come nei palazzi abbandonati. Carne viva come i calcinacci ai lati delle strade.
La sensazione per me, che vengo da fuori è che siano tutti prigionieri. La paura non è uno stato d'animo passeggero. È costantemente presente, e costringe alla durezza, alla cattiveria, all'aggressività. Oppure al teatro, come dice Luca. Ma il teatro con la paura ha poco a che fare.
Tutto questo si traduce in una immediata mancanza di riconoscere, sviluppare e vivere la nostra personale fragilità. La debolezza è bandita. La libertà di vivere completamente sé stessi e le relazioni con altri esseri umani altrettanto fragili è cancellata.
Rimangono persone e luoghi che ancora resistono. Che si uniscono insieme. Che tentano di rimanere esseri umani. Che non fanno sempre finta che va tutto bene. Che lavorano con i bambini, perché i bambini copiano i grandi, e se i grandi sono delle merde, è probabile che seguano l'odore.
Un grazie infinito a quelle persone, che animano quei luoghi.
21/01/11
incontro possibile
Quando il teatro serve la comunità. E cambia le persone. Il progetto è del Teatro dell'Ortica di Genova.
30/11/10
FAZIO, SAVIANO E LA MESSA DEL PD
Hanno ragione le persone di destra. La sinistra sa essere così ridicola e autoreferenziale in un modo che non si può credere. Il programma di Fazio (lo stesso che si è inchinato al presidente del senato Schifani come un lacchè d'altri tempi) e Saviano è una liturgia di partito. Una messa laica, messa in scena dal Partito Democratico in tutte le sue declinazioni: culturali, istituzionali, televisive. C'erano anche quelli che non si riconoscono nel PD, ma non essendoci altre trasmissioni in cui comparire, non hanno disdegnato. A parte rare eccezioni, il buonismo, la retorica della legalità e della democrazia sono venute fuori,con tanto di applausi.
Gli elenchi, come quelli dei santi, totalmente al di fuori di qualunque logica televisiva, segnano il passo rassicurante di chi la pensa in un modo e vuole sentirsi dire le stesse cose che pensa. Perché niente cambi.
Una nota a margine: chi predica senza sosta la cultura della legalità senza se e senza ma, dimentica che le leggi non sono tutte buone. La disobbedienza civile ha padri più antichi di Caselli e Colombo.
Gli elenchi, come quelli dei santi, totalmente al di fuori di qualunque logica televisiva, segnano il passo rassicurante di chi la pensa in un modo e vuole sentirsi dire le stesse cose che pensa. Perché niente cambi.
Una nota a margine: chi predica senza sosta la cultura della legalità senza se e senza ma, dimentica che le leggi non sono tutte buone. La disobbedienza civile ha padri più antichi di Caselli e Colombo.
18/11/10
LA MANIFESTAZIONE E LA BAMBINA
La manifestazione degli studenti universitari entra nella galleria che porta dall'Annunziata a Portello - si tratta di Genova. Niente macchine, niente autobus. C'è la manifestazione. Chi aspetta l'autobus s'incazza. A chi s'incazza vorrei dire 'l'Italia investe pochissimo in ricerca universitaria!' ma la persona incazzata è già verso De Ferrari. Pazienza.
La galleria amplifica tantissimo la 'Bella ciao' che viene suonata e cantata da tutti. Non so perché mi vengono i brividi. Sarà la galleria. Sarà 'Bella ciao'. Mi ricordo qualcosa che tendo a dimenticare.
Ci sono molti attorno a me. Cinquantenni, sessantenni, che hanno occhi diversi. Alcuni hanno gli occhi di chi non sopporta gli slogan contro il governo. E va bene. Ma altri hanno gli occhi persi, di chi non capisce, non sa come rapportarsi a ciò che accade. Una signora mi chiede - mentre il corteo ancora non sta passando - se può attraversare la strada. Le dico 'sì, certo.'
Gli occhi di chi è così lontano dall'idea di passeggiare per la città e urlare cosa si pensa, che addirittura si chiede se può atrraversare la strada.
La meraviglia arriva con una mamma e la sua bimba. La bimba sui 4 anni vede le bandiere e la gente in corteo, sente la musica dalla galleria e dice: 'wow!!! cos'è, mamma, è una festa?!' La madre non sa esattamente se dirle sì oppure no, perché per un pezzo ha ragione la bimba, sembra una festa, per l'altro pezzo no, non ha ragione, perché le persone sono incazzate, e questa è tutt'altro che una festa.
Alla non risposta della mamma, la bimba chiede: 'andiamo anche noi!!!'.
La galleria amplifica tantissimo la 'Bella ciao' che viene suonata e cantata da tutti. Non so perché mi vengono i brividi. Sarà la galleria. Sarà 'Bella ciao'. Mi ricordo qualcosa che tendo a dimenticare.
Ci sono molti attorno a me. Cinquantenni, sessantenni, che hanno occhi diversi. Alcuni hanno gli occhi di chi non sopporta gli slogan contro il governo. E va bene. Ma altri hanno gli occhi persi, di chi non capisce, non sa come rapportarsi a ciò che accade. Una signora mi chiede - mentre il corteo ancora non sta passando - se può attraversare la strada. Le dico 'sì, certo.'
Gli occhi di chi è così lontano dall'idea di passeggiare per la città e urlare cosa si pensa, che addirittura si chiede se può atrraversare la strada.
La meraviglia arriva con una mamma e la sua bimba. La bimba sui 4 anni vede le bandiere e la gente in corteo, sente la musica dalla galleria e dice: 'wow!!! cos'è, mamma, è una festa?!' La madre non sa esattamente se dirle sì oppure no, perché per un pezzo ha ragione la bimba, sembra una festa, per l'altro pezzo no, non ha ragione, perché le persone sono incazzate, e questa è tutt'altro che una festa.
Alla non risposta della mamma, la bimba chiede: 'andiamo anche noi!!!'.
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03/11/10
BERLUSCONI NON C'ENTRA NIENTE (provocazione)
Cosa c'entra Berlusconi con la falsa democrazia post seconda guerra mondiale?
Cosa c'entra Berlusconi con gli accordi della DC con la NATO e quelli del PCI con l'Unione Sovietica?
Cosa c'entra Berlusconi con l'americanizzazione della politica, del mercato e dei costumi?
Cosa c'entra Berlusconi con il salto di qualità di mafia, 'ndrangheta e camorra?
Cosa c'entra Berlusconi con tutta la cancrena della pubblica amministrazione dalla fine dell'ottocento fino ad oggi?
Cosa c'entra Berlusconi con il sesso facile quando in Italia la violenza sessuale nelle famiglie è all'ordine del giorno da giorni immemorabili?
Cosa c'entra Berlusconi con i commissariamenti di comuni e ASL per infiltrazioni mafiose?
Cosa c'entra Berlusconi con una scuola che cristallizza da decenni la società italiana?
Cosa c'entra Berlusconi con i processi comandati?
C'è da finirla con i campioni della legalità, con i campioni della moralità, con i campioni della democrazia e della costituzione.
C'è da aprire gli occhi.
Bagnarli di lacrime.
Asciugarli.
Rimettersi a studiare.
E poi giudicare.
Ferocemente.
Cosa c'entra Berlusconi con gli accordi della DC con la NATO e quelli del PCI con l'Unione Sovietica?
Cosa c'entra Berlusconi con l'americanizzazione della politica, del mercato e dei costumi?
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Cosa c'entra Berlusconi con tutta la cancrena della pubblica amministrazione dalla fine dell'ottocento fino ad oggi?
Cosa c'entra Berlusconi con il sesso facile quando in Italia la violenza sessuale nelle famiglie è all'ordine del giorno da giorni immemorabili?
Cosa c'entra Berlusconi con i commissariamenti di comuni e ASL per infiltrazioni mafiose?
Cosa c'entra Berlusconi con una scuola che cristallizza da decenni la società italiana?
Cosa c'entra Berlusconi con i processi comandati?
C'è da finirla con i campioni della legalità, con i campioni della moralità, con i campioni della democrazia e della costituzione.
C'è da aprire gli occhi.
Bagnarli di lacrime.
Asciugarli.
Rimettersi a studiare.
E poi giudicare.
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09/10/10
L'ITALIA DIMMERDA
L'Italia violenta del ricatto, dell'intimidazione, della paura, degli scheletri nell'armadio, dei poteri che si mordono l'un l'altro, della totale sparizione degli uomini e delle donne che stanno prendendo la macchina adesso per andare al lavoro, di chi porta i bambini a giocare, di chi sceglie nello scaffale del supermercato un prodotto non pubblicizzato. L'Italia che a questa violenza dovrebbe reagire con una violenta gioia di vivere veramente. Una rivoluzione delle vite spazzerebbe via Il giornale, La repubblica, i partiti, e molto altro ancora.
Si può partire dalle cose piccole: informarsi, studiare, e scegliere. Per rimanere puliti. E degni dei bambini che portiamo a giocare.
23/09/10
CLANDESTINO DAY
Qui trovate tutte le iniziative città per città:
http://clandestino.carta.org/2010/09/22/clandestino-day-gli-appuntamenti/
http://clandestino.carta.org/2010/09/22/clandestino-day-gli-appuntamenti/
12/09/10
MA PERCHÉ INVECE DI ESSERE EXTRACOMUNITARIO NON POSSO ESSERE UN EXTRATERRESTRE?
Un bambino dell'età apparente di 8 o 10 anni viene portato al carcere minorile perché trovato per strada, a un incrocio, perché cerca di vendere qualcosa, e perché ha tentato di sfuggire ai poliziotti [...]. Il bambino è privo di documenti e non fornisce alcun nome credibile. Prima dice di chiamarsi Dumbo, poi Topolino, poi Paperino, poi John: dice di essere americano ma sembra arabo, poi si dichiara francese (ma secondo gli operatori del carcere potrebbe essere slavo). Una volta dice di venire da Roma, poi dalla Svizzera, poi dall'America, infine (sempre secondo gli operatori del carcere) inizia a 'delirare': "Sono un extraterrestre, vengo dallo spazio!" E da allora continua a dire che è extraterrestre. [...] Un giorno il bambino confida a un'assistente sociale che è divenuta sua amica: "Ma perché invece di essere extracomunitario non posso essere un extraterrestre?"
citato in S. Palidda, "Verso un fascismo democratico?"
citato in S. Palidda, "Verso un fascismo democratico?"
09/09/10
D'ALEMA D'ANNATA (POI DICE CHE UNO SI BUTTA A SINISTRA...)
V.Parlato: "E poi è inammissibile che il reato di un extracomunitario comporti conseguenze più gravi del reato di un indigeno. Lo stato di diritto va a farsi benedire e proprio in un paese come l'Italia, storicamente di emigrazione [...]. Poi mi deve spiegare cosa c'entra la sinistra con la Lega."
M.D'alema: "La Lega c'entra moltissimo con la sinistra, non è una bestemmia: tra la Lega e la sinistra c'è forte contiguità sociale. Il maggior partito operaio del Nord è la Lega, piaccia o non piaccia. E' una nostra costola [...].
da "Il manifesto", 31 ottobre 1995, citato in "Non-persone", di A. Dal Lago
M.D'alema: "La Lega c'entra moltissimo con la sinistra, non è una bestemmia: tra la Lega e la sinistra c'è forte contiguità sociale. Il maggior partito operaio del Nord è la Lega, piaccia o non piaccia. E' una nostra costola [...].
da "Il manifesto", 31 ottobre 1995, citato in "Non-persone", di A. Dal Lago
06/09/10
NEW YORK CHIAMA MILANO, MA MILANO DORME
Mentre a New York e in tutti gli Stati Uniti il dibattito sulla costruzione di un nuovo centro islamico a Ground Zero è stato intensissimo, sia in piazza che sui giornali (anche il presidente Obama si è sbilanciato dicendo che sarebbe un passo verso il dialogo interreligioso e culturale), a Milano si respira un'altra aria.
I musulmani residenti a Milano hanno comprato un enorme capannone in periferia. La “Casa della Cultura islamica", associazione nota per il suo profilo moderato, insignita con l'Ambrogino d'Oro dal Comune di Milano, ha chiesto due volte di poter abbattere il capannone e costruire una vera e propria moschea. Il Comune di Milano ha rifiutato. Lascia che i musulmani preghino in un capannone industriale, negando la possibilità di costruire (a spese degli stessi fedeli) una bella moschea. Della serie fate pure, ma rimanete nell'ombra.
Come è possibile che nella New York dell'11 settembre si pensi di costruire proprio al centro della ferita un enorme centro islamico, e nella piccola, provinciale Milano le cose siano a questo punto?
Ce lo spiega con fetido candore l'assessore all'urbanistica Carlo Masseroli: “dal punto di vista edilizio non ci sono irregolarità, il problema della moschea è politico”. Già. È un problema politico.
p.s.: il capannone in questione è intitolato alla Vergine Maria
I musulmani residenti a Milano hanno comprato un enorme capannone in periferia. La “Casa della Cultura islamica", associazione nota per il suo profilo moderato, insignita con l'Ambrogino d'Oro dal Comune di Milano, ha chiesto due volte di poter abbattere il capannone e costruire una vera e propria moschea. Il Comune di Milano ha rifiutato. Lascia che i musulmani preghino in un capannone industriale, negando la possibilità di costruire (a spese degli stessi fedeli) una bella moschea. Della serie fate pure, ma rimanete nell'ombra.
Come è possibile che nella New York dell'11 settembre si pensi di costruire proprio al centro della ferita un enorme centro islamico, e nella piccola, provinciale Milano le cose siano a questo punto?
Ce lo spiega con fetido candore l'assessore all'urbanistica Carlo Masseroli: “dal punto di vista edilizio non ci sono irregolarità, il problema della moschea è politico”. Già. È un problema politico.
p.s.: il capannone in questione è intitolato alla Vergine Maria
30/08/10
IL TG1 PER BAMBINI
Era veramente da un bel po' che non guardavo il TG1. Oggi l'ho guardato tutto. E dire che è un telegiornale di governo è dire una banalità. Ciò che salta più all'occhio è che è un telegiornale per bambini. Lo speaker parla lentamente, con un'espressione intontita. Le notizie importanti sono così scarne da essere completamente inservibili: se uno sa già, non ne trae beneficio, se uno non sa niente, non capirà niente. Le notizie di infotainment sono invece raccontate con un entusiasmo incomprensibile, come quando ai bambini si propone un gioco.
Dopo il servizio sul successo dei vampiri in cinema e tv di tutto il mondo, la serie A di calcio e la sigla finale, mi sono sentito più stupido di prima.
per informarsi un po' meglio (ma già lo so che lo sapete):
http://www.internazionale.it/
http://www.presseurop.eu/it
http://www.sky.it/common/tg24_live_697.html
http://www.globalproject.info/
http://www.huffingtonpost.com/ (in inglese, ma google traduce)
Dopo il servizio sul successo dei vampiri in cinema e tv di tutto il mondo, la serie A di calcio e la sigla finale, mi sono sentito più stupido di prima.
per informarsi un po' meglio (ma già lo so che lo sapete):
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http://www.presseurop.eu/it
http://www.sky.it/common/tg24_live_697.html
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