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16/03/11

NON ABBANDONARE GHEDDAFI!!!

Non bisogna abbandonare Gheddafi. Non fino in fondo. Niente no fly zone. Uno stand-by diplomatico/politico almeno fino a quando non avrà riconquistato Bengasi. Così le risorse potrebbero tornare, i clandestini di merda restano lì, e tutto ritorna come prima. Continuare ad avere un dittatore pieno di gas e petrolio può tornare comodo in mezzo a tutte quelle rivoluzioni e quel non si sa che.
L'Italia accoglierà Gheddafi a ferragosto assieme a Putin. Tutti insieme! Ce la possiamo fare!

07/01/11

WIKILEAKS - quello che non dicono

Che il nuovo anno inizi con un poco più di conoscenza, di curiosità, di coraggio, di amore e sdegno insieme. Vi chiedo di spendere un'ora della vostra vita per questo. Il servizio è in inglese, sottotitolato in italiano e diviso in tre parti di 20 minuti ciascuna. Questa è la prima parte. I sottotitoli sono a cura de "Il fatto quotidiano".

30/11/10

IN LIBIA

FAZIO, SAVIANO E LA MESSA DEL PD

Hanno ragione le persone di destra. La sinistra sa essere così ridicola e autoreferenziale in un modo che non si può credere. Il programma di Fazio (lo stesso che si è inchinato al presidente del senato Schifani come un lacchè d'altri tempi) e Saviano è una liturgia di partito. Una messa laica, messa in scena dal Partito Democratico in tutte le sue declinazioni: culturali, istituzionali, televisive. C'erano anche quelli che non si riconoscono nel PD, ma non essendoci altre trasmissioni in cui comparire, non hanno disdegnato. A parte rare eccezioni, il buonismo, la retorica della legalità e della democrazia sono venute fuori,con tanto di applausi.
Gli elenchi, come quelli dei santi, totalmente al di fuori di qualunque logica televisiva, segnano il passo rassicurante di chi la pensa in un modo e vuole sentirsi dire le stesse cose che pensa. Perché niente cambi.

Una nota a margine: chi predica senza sosta la cultura della legalità senza se e senza ma, dimentica che le leggi non sono tutte buone. La disobbedienza civile ha padri più antichi di Caselli e Colombo.

22/11/10

CERCASI ATTORI/ATTRICI

Cercasi attori/attrici.
Sono iscritto a una newsletter per attori/attrici che questa settimana propone allettanti offerte.

La prima: attori e comparse per uno spot istituzionale del Comune di Firenze (penso cazzo, città di mecenati e di artisti, c'è di mezzo il Comune, dice pure che lo spot verrà proiettato al cinema prima di ogni film in occasione delle date internazionali del N.I.C.E. Film Festival, quindi dev'essere una cosa figa...): non è previsto compenso.

La seconda offerta: si cercano televenditrici per prodotti erotici (ci tengono a precisare che le televenditrici devono essere maggiorenni e che non sono richiesti nudi né simulazioni, ma le donne in questione devono essere disinibite. La retribuzione sarà adeguata alle proprie capacità e vengono pure pagati i contributi. Le foto e il curriculum (se per caso è disponibile), vanno mandate all'indirizzo mail con oggetto 'casting telesexy'.

Terza offerta di lavoro: si cercano 4 attori per il ruolo di stupratori. Lo spettacolo sarà messo in scena a Roma. Dopo innumerevoli indicazioni sul lavoro solo alla fine scrivono che lo spettacolo è 'low budget'. Un modo carino per dire che non ti pagano.

Quarta e ultima offerta: masterclass con un regista russo su Shakespeare. Questa offerta è diversa dalle altre, perché qui devi pagare. 320 euro. Il master si terrà in lingua italiana.

Penso ai tagli alla cultura dello Stato. Penso che i tagli siano un insulto ai cittadini italiani. Ma poi penso anche che se i lavoratori dello spettacolo si fanno prendere così tanto per il culo, un motivo c'è.

03/11/10

BERLUSCONI NON C'ENTRA NIENTE (provocazione)

Cosa c'entra Berlusconi con la falsa democrazia post seconda guerra mondiale?
Cosa c'entra Berlusconi con gli accordi della DC con la NATO e quelli del PCI con l'Unione Sovietica?
Cosa c'entra Berlusconi con l'americanizzazione della politica, del mercato e dei costumi?
Cosa c'entra Berlusconi con il salto di qualità di mafia, 'ndrangheta e camorra?
Cosa c'entra Berlusconi con tutta la cancrena della pubblica amministrazione dalla fine dell'ottocento fino ad oggi?
Cosa c'entra Berlusconi con il sesso facile quando in Italia la violenza sessuale nelle famiglie è all'ordine del giorno da giorni immemorabili?
Cosa c'entra Berlusconi con i commissariamenti di comuni e ASL per infiltrazioni mafiose?
Cosa c'entra Berlusconi con una scuola che cristallizza da decenni la società italiana?
Cosa c'entra Berlusconi con i processi comandati?
C'è da finirla con i campioni della legalità, con i campioni della moralità, con i campioni della democrazia e della costituzione.
C'è da aprire gli occhi.
Bagnarli di lacrime.
Asciugarli.
Rimettersi a studiare.
E poi giudicare.
Ferocemente.

09/10/10

L'ITALIA DIMMERDA



L'Italia violenta del ricatto, dell'intimidazione, della paura, degli scheletri nell'armadio, dei poteri che si mordono l'un l'altro, della totale sparizione degli uomini e delle donne che stanno prendendo la macchina adesso per andare al lavoro, di chi porta i bambini a giocare, di chi sceglie nello scaffale del supermercato un prodotto non pubblicizzato. L'Italia che a questa violenza dovrebbe reagire con una violenta gioia di vivere veramente. Una rivoluzione delle vite spazzerebbe via Il giornale, La repubblica, i partiti, e molto altro ancora.
Si può partire dalle cose piccole: informarsi, studiare, e scegliere. Per rimanere puliti. E degni dei bambini che portiamo a giocare.

12/09/10

MA PERCHÉ INVECE DI ESSERE EXTRACOMUNITARIO NON POSSO ESSERE UN EXTRATERRESTRE?

Un bambino dell'età apparente di 8 o 10 anni viene portato al carcere minorile perché trovato per strada, a un incrocio, perché cerca di vendere qualcosa, e perché ha tentato di sfuggire ai poliziotti [...]. Il bambino è privo di documenti e non fornisce alcun nome credibile. Prima dice di chiamarsi Dumbo, poi Topolino, poi Paperino, poi John: dice di essere americano ma sembra arabo, poi si dichiara francese (ma secondo gli operatori del carcere potrebbe essere slavo). Una volta dice di venire da Roma, poi dalla Svizzera, poi dall'America, infine (sempre secondo gli operatori del carcere) inizia a 'delirare': "Sono un extraterrestre, vengo dallo spazio!" E da allora continua a dire che è extraterrestre. [...] Un giorno il bambino confida a un'assistente sociale che è divenuta sua amica: "Ma perché invece di essere extracomunitario non posso essere un extraterrestre?"


citato in S. Palidda, "Verso un fascismo democratico?"

09/09/10

D'ALEMA D'ANNATA (POI DICE CHE UNO SI BUTTA A SINISTRA...)

V.Parlato: "E poi è inammissibile che il reato di un extracomunitario comporti conseguenze più gravi del reato di un indigeno. Lo stato di diritto va a farsi benedire e proprio in un paese come l'Italia, storicamente di emigrazione [...]. Poi mi deve spiegare cosa c'entra la sinistra con la Lega."
M.D'alema: "La Lega c'entra moltissimo con la sinistra, non è una bestemmia: tra la Lega e la sinistra c'è forte contiguità sociale. Il maggior partito operaio del Nord è la Lega, piaccia o non piaccia. E' una nostra costola [...].

da "Il manifesto", 31 ottobre 1995, citato in "Non-persone", di A. Dal Lago

06/09/10

NEW YORK CHIAMA MILANO, MA MILANO DORME

Mentre a New York e in tutti gli Stati Uniti il dibattito sulla costruzione di un nuovo centro islamico a Ground Zero è stato intensissimo, sia in piazza che sui giornali (anche il presidente Obama si è sbilanciato dicendo che sarebbe un passo verso il dialogo interreligioso e culturale), a Milano si respira un'altra aria.
I musulmani residenti a Milano hanno comprato un enorme capannone in periferia. La “Casa della Cultura islamica", associazione nota per il suo profilo moderato, insignita con l'Ambrogino d'Oro dal Comune di Milano, ha chiesto due volte di poter abbattere il capannone e costruire una vera e propria moschea. Il Comune di Milano ha rifiutato. Lascia che i musulmani preghino in un capannone industriale, negando la possibilità di costruire (a spese degli stessi fedeli) una bella moschea. Della serie fate pure, ma rimanete nell'ombra.
Come è possibile che nella New York dell'11 settembre si pensi di costruire proprio al centro della ferita un enorme centro islamico, e nella piccola, provinciale Milano le cose siano a questo punto?
Ce lo spiega con fetido candore l'assessore all'urbanistica Carlo Masseroli: “dal punto di vista edilizio non ci sono irregolarità, il problema della moschea è politico”. Già. È un problema politico.

p.s.: il capannone in questione è intitolato alla Vergine Maria

30/08/10

IL TG1 PER BAMBINI

Era veramente da un bel po' che non guardavo il TG1. Oggi l'ho guardato tutto. E dire che è un telegiornale di governo è dire una banalità. Ciò che salta più all'occhio è che è un telegiornale per bambini. Lo speaker parla lentamente, con un'espressione intontita. Le notizie importanti sono così scarne da essere completamente inservibili: se uno sa già, non ne trae beneficio, se uno non sa niente, non capirà niente. Le notizie di infotainment sono invece raccontate con un entusiasmo incomprensibile, come quando ai bambini si propone un gioco.
Dopo il servizio sul successo dei vampiri in cinema e tv di tutto il mondo, la serie A di calcio e la sigla finale, mi sono sentito più stupido di prima.

per informarsi un po' meglio (ma già lo so che lo sapete):
http://www.internazionale.it/
http://www.presseurop.eu/it
http://www.sky.it/common/tg24_live_697.html
http://www.globalproject.info/
http://www.huffingtonpost.com/ (in inglese, ma google traduce)

26/08/10

LA FESTA DEL PD A GENOVA?

Ristorante e gastronomia romagnola, una piadina 5 euro, stand della Folletto, ristorante mare e monti una grigliata 9 euro, stand delle perline indiane, palchetto per due musicisti che propongono canzoni in cui le donne sono giovani in carriera e sposate, ma vogliono solo l'allegria (titolo: Alligalli delle donne), stand dei ricambi della Folletto, piccolissimo spazio dibattiti un po' in fondo (sarà per evitare il rumore dell'Alligalli delle donne).
Mangio pollo con le mani (comprato nei vicoli) a un tavolo della festa democratica con Vincenzo e Irene. Mentre Vincenzo va a vedere se trova tovagliolini di carta mi dice: se ti cacciano digli 'alla faccia del comunismo'. Io ribatto: mi sa che mi cacciano se dico 'comunismo'.

05/08/10

PROFILO BIOGRAFICO DEL COMPAGNO FINI

tanto per ricordarselo... (dal sito http://presidente.camera.it/758?presidente_testo=4)

Gianfranco Fini nasce a Bologna il 3 gennaio del 1952. Ha tre figlie, Giuliana, Carolina e Martina.
Laureato in psicologia, giornalista professionista, inizia il suo percorso politico nel Fronte della Gioventù, diventandone segretario nazionale nel 1978.
E' eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1983, ed è successivamente sempre riconfermato. E' eletto parlamentare europeo nel 1989 e nel 1994.
Nel 1987 Giorgio Almirante lo designa suo successore quale Segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, incarico che mantiene fino al 1990 e che assume nuovamente un anno più tardi.
Nel 1993 si candida a sindaco di Roma, arrivando al ballottaggio.
Nel 1994 nasce l'alleanza con Silvio Berlusconi che in quell'anno vince le elezioni politiche.
Nel 1995, con il Congresso di Fiuggi, nasce Alleanza Nazionale e Fini viene eletto Presidente del partito.
Dal 2001 al 2006 è Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel secondo e nel terzo Governo Berlusconi.
Nel gennaio del 2002 è nominato rappresentante dell'Italia alla Convenzione europea per la redazione del progetto di Trattato costituzionale.
Dal novembre del 2004 al maggio del 2006 ricopre l'incarico di Ministro degli Affari Esteri.
Tra le sue principali iniziative legislative giunte alla definitiva approvazione delle Camere si ricordano la legge n. 189 del 2002, finalizzata al contrasto dell'immigrazione clandestina (cosiddetta legge Bossi-Fini), e la legge n. 49 del 2006 recante la modifica al Testo unico sugli stupefacenti contenente, in particolare, l'abolizione della distinzione tra droghe leggere e pesanti (cosiddetta legge Fini-Giovanardi).
Il 30 aprile del 2008 è eletto Presidente della Camera dei deputati.


17/06/10

Lettera aperta dal CIE di Ponte Galeria

da globalproject.info


Lettera aperta dal CIE di Ponte Galeria

Comunicato di un gruppo di detenuti del CIE di Ponte Galeria

15 / 6 / 2010
A tutte le persone che vivono in questo paese
A tutti coloro che credono ai giornali e alla televisione

Qui dentro ci danno da mangiare il cibo scaduto, le celle dove dormiamo
hanno materassi vecchi e quindi scegliamo di dormire per terra, tanti tra
di noi hanno la scabbia e la doccia e i bagni non funzionano. La carta
igienica viene distribuita solo 2 giorni a settimana, chi fa le pulizie non
fa nulla e lascia sporchi i posti dove ci costringono a vivere.
Il fiume vicino il parcheggio qui fuori è pieno di rane e zanzare che
danno molto fastidio tutto il giorno, ci promettono di risolvere questo
problema ma continua ogni giorno.
Ci sono detenuti che vengono dai CIE e anche dal carcere che sono stati
abituati a prendere la loro terapia ma qui ci danno sonniferi e
tranquillanti per farci dormire tutto il giorno.
Quando chiediamo di andare in infermeria perché stiamo male, l’Auxilium ci
costringe ad aspettare e se insistiamo una banda di 8-9 poliziotti ci
chiude in una stanza con le manette, s’infilano i guanti per non lasciare
traccia e ci picchiano forte.
Per fare la barba devi fare una domandina e devi aspettare, 1 giorno a
settimana la barba e 1 i capelli. Non possiamo avere la lametta.
Ci chiamano ospiti ma siamo detenuti.
Quello che ci domandiamo è perché dopo il carcere dobbiamo andare in
questi centri e dopo che abbiamo scontato una pena dobbiamo stare 6 mesi in
questi posti senza capire il perché. Non ci hanno identificato in carcere?
Perché un’altra condanna di 6 mesi?
Tutti noi non siamo d’accordo per questa legge, 6 mesi sono tanti e non
siamo mica animali per questo hanno fatto lo sciopero della fame tutti
quelli che stanno dentro il centro e allora, la sera del 3 giugno, è
cominciata così. Ci hanno detto: "se non mangi non prendi terapie" ma qui ci sono persone
con malattie gravi come il diabete e se non mangiano e si curano muoiono.
Uno di noi è andato a parlare con loro e l’hanno portato dentro una stanza
davanti l’infermeria dove non ci sono telecamere e l’hanno picchiato. Così
la gente ha iniziato ad urlare di lasciarlo stare. In quel momento sono
entrati quasi 50 poliziotti con il loro materiale e con un oggetto
elettrico che quando tocca la gente, la gente cade per terra. Le guardie si
sono tutte spostate sopra il tetto vicino la caserma dei carabinieri qui
dentro, dove sta il campo da calcio. Dalla parte sinistra sono entrati
altri 50 poliziotti.
Quando abbiamo visto poliziotti, militari, carabinieri, polizia, finanza e
squadra mobile ufficio stranieri (che sono i più infami) sui tetti, uno di
noi ha cercato di capire perché stavano picchiando il ragazzo nella stanza.
«Vattene via sporco » un poliziotto ha risposto così. In quel momento siamo
saliti tutti sopra le sbarre e qualcuno ha bruciato un materasso e quindi i
poliziotti si sono spaventati e sono andati fuori le mura per prendere
qualcuno che scappava.
Da quella notte non ci hanno fatto mangiare né prendere medicine per due
giorni.
Abbiamo preso un rubinetto vecchio e abbiamo spaccato la porta per uscire
e quando la polizia ha visto che la porta era aperta hanno preso caschi e
manganelli e ha picchiato il più giovane del centro, uno egiziano. L’hanno
fatto cadere per terra e ci hanno picchiati tutti anche con il gas, hanno
rotto la gamba di un algerino e hanno portato via un vecchio che la sua
famiglia e i sui figli sono cresciuti qui a Roma, hanno lanciato
lacrimogeni e hanno detto che noi abbiamo fatto quel fumo per non far
vedere niente alle telecamere. Così hanno scritto sui giornali.
Eravamo 25 persone e alcune uscivano dalla moschea lontano dal casino, ma
i giornali sabato hanno scritto che era stato organizzato tutto dentro la
moschea e ora vogliono chiuderla. La moschea non si può chiudere perché
altrimenti succederebbe un altro casino.
Veniamo da paesi poveri, paesi dove c'è la guerra e ad alcuni di noi hanno
ammazzato le famiglie davanti gli occhi. Alcuni sono scappati per vedere il
mondo e dimenticare tutto e hanno visto solo sbarre e cancelli.
Vogliamo lavorare per aiutare le nostre famiglie solo che la legge è un
po' dura e ci portano dentro questi centri. Quando arriviamo per la prima
volta non abbiamo neanche idea di come è l'Europa. Alcuni di noi dal mare
sono stati portati direttamente qui e non hanno mai visto l'Italia.
La peggiore cosa è uscire dal carcere e finire nei centri per altri 6
mesi.
Non siamo venuti per creare problemi, soltanto per lavorare e avere una
vita diversa, perché non possiamo avere una vita come tutti? Senza soldi
non possiamo vivere e non abbiamo studiato perché la povertà è il primo
grande problema. Ci sono persone che hanno paura delle pene e dei problemi
nel proprio paese. Per questi motivi veniamo in Europa.
La legge che hanno fatto non è giusta perché sono queste cose che ti fanno
odiare veramente l'Italia. Se uno non ha mai fatto la galera nel paese suo,
ha fatto la galera qua in Italia. Vogliamo mettere apposto la nostra vita e
aiutare le famiglie che ci aspettano. 
Speriamo che potete capire queste cose che sono veramente una vergogna.

Un gruppo di detenuti del CIE di Ponte Galeria (Roma)

19/04/10

DIRITTO ALLA SALUTE

Penso che il cervello ci sia stato dato per dimenticare, non per ricordare. Una sofisticatissima macchina, miliardi di cellule per dimenticare soprattutto una cosa: il dolore. Ogni volta che stiamo male, che ci succede qualcosa, anche la più piccola, rimaniamo sorpresi. Come se non ci fossimo mai fatti male prima d'ora, come se la condizione della salute fosse uno stato permanente, intoccabile.
E solo allora, quando stiamo male, magicamente ricordiamo il tempo che fu, quando stavamo bene, non avevamo nessun problema, nessun dolore, niente di niente. E invece guarda ora... mi fa male un dente, mi sono fatto un taglietto al dito, ho mal di stomaco... nei paesi occidentali.
Oh mannaggia... ho perso una gamba, non vedo più, ho le budella che mi escono dalla pancia... in Afghanistan.
I paesi occidentali esportano la democrazia perché pensano che la democrazia sia la forma di governo che possa garantire più delle altre i diritti umani. Quei diritti che dalla rivoluzione francese ad oggi sono scritti sulle carte. Ma c'è un diritto che supera tutti, senza il quale tutti gli altri diritti sono niente: il diritto alla salute.
In un paese in guerra, il diritto alla salute è automaticamente negato.
Lo sanno i due milioni e mezzo di afgani curati da Emergency.


12/04/10

SONO COLPEVOLE DI CONCORSO IN OMICIDIO

Rachel è morta e io sono uno dei responsabili.

Rachel era una bimba nigeriana di 13 mesi. La notte del 3 marzo ha attacchi di vomito. Il papà Tommy chiama il 118 e assieme alla moglie e alla figlia di 2 anni e mezzo vanno in ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio.
Il medico di turno, in sei minuti, visita Rachel e la dimette prescrivendole tre farmaci. «Non l’ha nemmeno svestita», racconta la mamma. Sul referto medico si leggono poche parole: «Buone condizioni generali».
Tutta la famiglia alle 2 di notte va in cerca dei farmaci ma Rachel sta sempre peggio.
Tornano al pronto soccorso.
Il personale medico dice che Rachel ha la tessera sanitaria scaduta, che non possono visitarla ancora o ricoverarla.
Tommy, il papà, è in Italia dal 1997, ha un permesso di soggiorno da residente da rinnovare ogni sei mesi ma che scade in caso di disoccupazione. Tommy, per ottenere il rinnovo della tessera sanitaria propria e delle figlie, doveva presentare una serie di documenti che ne attestassero la posizione, fra i quali la busta paga dell’ultimo mese. Licenziato solo sei settimane prima, la pratica si è trasformata in un incubo.
Tommy inizia a disperarsi. Urla, dice che vuole che sua figlia venga curata.
I medici chiamano i carabinieri per fare allontanare Tommy.
I carabinieri ottengono che alle 3 di notte Rachel venga ricoverata in pediatria, «ma fino alle otto del mattino nessuno la visita e non le viene somministrata alcuna flebo, nonostante nostra figlia avesse fortissimi attacchi di dissenteria e non riuscisse più a bere nulla», raccontano i genitori.
Alle cinque e mezza del giorno dopo il cuore della bambina si ferma, dopo 30 minuti di manovre di rianimazione viene constatato il decesso.

Ora ci sarà un'inchiesta. Ma la sostanza non cambia.
Le leggi e la burocrazia dello Stato in cui vivo hanno ucciso Rachel.
Le leggi e la burocrazia sono state decise da persone elette dai cittadini di questo Stato.
Io non ho fatto abbastanza per impedire che potesse succedere una cosa del genere, che una piccola bimba di 13 mesi possa morire così.
Io sono colpevole di omicidio, o come direbbe il linguaggio della legge, infanticidio.


01/04/10

PIDINI E GRILLINI PIEMONTESI

Mi ha fatto molto arrabbiare la polemica sui voti ai cosiddetti 'grillini' in Piemonte. L'idea è che quelli che si sono candidati nella lista del Movimento 5 stelle e quelli che hanno votato per quella lista abbiano consegnato la regione alla Lega.
Ma.
Primo. In Italia tutti si possono candidare alle elezioni, e tutti quelli che si candidano possono essere votati, per cui l'elettore può votare chi cazzo vuole.
Secondo. Cota ha vinto in Piemonte perché ha preso più voti della Bresso.
Terzo. Davide Bono ha preso 90.086 voti, mentre la lista della Bresso 61.476.
Quarto. Io non sono il difensore di Grillo e dei suoi. Mi fa molto incazzare però che venga ignorata l'evidenza. Il merito di Grillo e di chi lo segue è stato che si è ricominciato a parlarsi. A volte solo in rete, a volte anche di persona. Questo fatto quei mediocri del Pd e di tutti gli altri partiti l'hanno sempre ignorato, spesso volontariamente. I 90.086 piemontesi che hanno votato Davide Bono hanno capito che la Bresso NON è un'alternativa a Cota. Non si combatte la Lega votando un candidato un po' meno peggio, e soprattutto non solo alle elezioni.
Quinto. Chi si lamenta della Lega invece di lamentarsi e basta (e aspettare le prossime elezioni) dovrebbe muoversi, informarsi, parlare con le persone, dovrebbe iniziare a pensare che tutto quello che facciamo ha un significato politico. Che questa è un'epoca che ha bisogno di coraggio, non della mediocrità, ignavia e stupidità del Partito Democratico.
Questo paese si salva, se si salva, se cominciamo a costruire comunità. Altro che elezioni.


19/03/10

L'ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL "CHE CAZZO ME NE FREGA"

Sta velocemente scomparendo l'idea che il lavoro, per essere tale, debba essere fatto bene. Qualunque tipo di lavoro. E non mi sto riferendo alla cultura della produttività estrema, del profitto a tutti i costi e nemmeno alla tanto agognata meritocrazia (dove non si capisce mai in che cosa consista il 'merito', se non nel produrre il più possibile, il meglio possibile, al minor costo possibile).
Penso che in Italia, e non solo qui, a prevalere sia la cultura del 'tanto mi pagano lo stesso', o 'per quel che mi pagano', o 'tanto cosa vuoi che succeda', o 'guarda che è un lavoro di merda', o 'tanto non sono cazzi miei'.
Dunque: che cazzo me ne frega?
Da qui l'idea che la responsabilità, la fatica, l'impegno, l'intelligenza che serve per risolvere i problemi, l'acquisizione di esperienza di vita e di relazione, siano cose che non ci riguardano. Con la rassicurazione che se non facciamo qualcosa, ci penserà sicuramente qualcuno prima o poi.
Salvo poi invidiare e ammirare stupidamente chi nel suo lavoro riesce in maniera eccezionale, come attori e cantanti (per citare i lavori più eclatanti). Come se quel lavoro riesca 'per miracolo', 'per innato talento', o molte volte 'per culo'. E non invece grazie al LAVORO, alla FATICA e alla GIOIA. Tre parole in disuso.

P.s.: in questa era di globalizzazione o – come sarebbe meglio dire – di globalità, la parola 'merito', quantomeno nell'ambito del lavoro, non ha nessun senso se non è preceduta dalla parola 'rispetto'. E mi sa che siamo piuttosto lontani.


08/03/10

QUE VIVA POLVERINI/FORMIGONI!!!

Spero vivamente che le liste regionali Polverini/Formigoni vengano riammesse per correre alle elezioni amministrative. Così sarà ristabilita la democrazia che tutti vogliono. La democrazia occidentale a cui siamo stati educati. Trovo insopportabili le grida e le manifestazioni che denunciano la fine della democrazia. Non si accorgono questi ribelli che si guardano semplicemente allo specchio: non sono per nulla differenti da tutti gli altri. Chi cerca di difendere questa democrazia dei regolamenti e della costituzione in quanto pezzo di carta che prescrive delle procedure, è uguale a chi proprio grazie a questa democrazia ha ammazzato, si è arricchito, ha prodotto la cultura che domina, cioè quella che chi ha più soldi vince. Sempre.
Chi urla e sbraita e manifesta ora è un ipocrita. Un semplice difensore del marciume in cui vive.

La gioia, il lavoro, l'attività, i sorrisi e gli occhi di tutte le persone costruiscono spazi di vita e di relazione estranei a questa falsa democrazia sono la risposta migliore al destrorso Di Pietro, ai Democratici inesistenti, alla destra convinta di vivere bene, ai calcinacci del vecchio Partito Comunista.
C'è un corto circuito completamente ignorato da molte persone. L'ingiustizia vera è la scintilla che muove le persone vere, che vivono una vita vera, che non è legata agli articoli della costituzione italiana perché la costituzione italiana è un pezzo di carta dove ci sono scritte delle cose e basta.
Costruire relazioni quando e dove non esistono più, a volte per preciso volere, quasi sempre per indifferenza maledetta. Questo è quanto. Continuare a costruire relazioni. E costruire la vita che ci sta in mezzo.

È doloroso perché l'ingiustizia è sempre presente e spacca il cuore.
È meraviglioso perché la speranza è sempre presente e quello stesso cuore lo riempie.