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30/11/10
IN LIBIA
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12/09/10
MA PERCHÉ INVECE DI ESSERE EXTRACOMUNITARIO NON POSSO ESSERE UN EXTRATERRESTRE?
Un bambino dell'età apparente di 8 o 10 anni viene portato al carcere minorile perché trovato per strada, a un incrocio, perché cerca di vendere qualcosa, e perché ha tentato di sfuggire ai poliziotti [...]. Il bambino è privo di documenti e non fornisce alcun nome credibile. Prima dice di chiamarsi Dumbo, poi Topolino, poi Paperino, poi John: dice di essere americano ma sembra arabo, poi si dichiara francese (ma secondo gli operatori del carcere potrebbe essere slavo). Una volta dice di venire da Roma, poi dalla Svizzera, poi dall'America, infine (sempre secondo gli operatori del carcere) inizia a 'delirare': "Sono un extraterrestre, vengo dallo spazio!" E da allora continua a dire che è extraterrestre. [...] Un giorno il bambino confida a un'assistente sociale che è divenuta sua amica: "Ma perché invece di essere extracomunitario non posso essere un extraterrestre?"
citato in S. Palidda, "Verso un fascismo democratico?"
citato in S. Palidda, "Verso un fascismo democratico?"
23/05/10
!!!
M.I.A, Born Free from ROMAIN-GAVRAS on Vimeo.
08/12/09
CHE SOCIETÀ E CHE VITA STIAMO VIVENDO?
Abbiamo paura di chi per lavoro dovrebbe proteggerci. I poliziotti. Lo stato dà loro le armi per il solo scopo di proteggere i cittadini. Non per spaventarci.
Abbiamo paura e timore degli amministratori pubblici, le persone che deleghiamo a prendersi cura della cosa pubblica, del nostro bene. Sono i potenti che esercitano un potere in maniera violenta.
Abbiamo paura delle regole che ci diamo per convivere insieme, e la paura si trasforma in odio delle leggi dei tribunali e delle istituzioni che garantiscono l'esercizio delle regole comuni.
Guardiamo con sospetto i medici, le persone che studiano per aiutarci nel corso della nostra vita. Il sospetto nasce da una medicina che è sempre più lontana dalle persone comuni. Gli ospedali sono isole di sofferenza ed esclusione, e non una parte della comunità.
Ignoriamo gli insegnanti, gli artisti, gli intellettuali. Persone che come unico lavoro hanno quello di contribuire alla crescita spirituale di una comunità, creando e sanando conflitti.
Ignoriamo i conflitti. Se ci sono ci limitiamo a prenderne atto aspettando che qualcuno ci pensi. Evitiamo di comprendere le ragioni dei nostri conflitti, viverli, e cercare una soluzione affinché il conflitto diventi una opportunità per vivere una vita migliore.
Che società e che vita stiamo vivendo?
04/09/09
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